La cistite: come risolvere un problema “fastidioso” con l’aiuto della natura

L’apparato urinario è (e deve rimanere) sterile, tranne nel tratto terminale dell’uretra, ove infatti, data la vicinanza anatomica con la zona perianale, è presente una piccola quantità di batteri. Questi vi permangono per breve tempo, perché vengono periodicamente trascinati al di fuori dell’organismo grazie all’azione meccanica del flusso urinario.

Tuttavia se si verificano le condizioni adatte (es. basse difese immunitarie, igiene inadeguata, scarsa traspirazione, alterazione del pH urogenitale, ecc.) questi batteri possono proliferare e moltiplicarsi tanto da non poter più esser espulsi del tutto con le urine, permanendo così nell’uretra per un tempo maggiore, il che permette loro di colonizzarla e di risalire fino alla vescica, provocandone un’infezione.

È così che si innesca la cistite con la diretta infiammazione delle mucose coinvolte (dall’uretra alla vescica) fino a provocare gli inconfondibili sintomi: bruciore, pollachiuria (frequente stimolo ad urinare, con emissione di scarse quantità di urina), urgency (sensazione di stimolo urgente e doloroso di urinare), dolore sovrapubico, urine torbide e a volte ematuria (presenza di sangue nelle urine).

I batteri che possono causare la cistite sono moltissimi e di famiglie diverse, principalmente provenienti dalle feci, quindi dalla zona perianale riescono a risalire nel canale dell’uretra: il maggior responsabile è Escherichia coli (ma anche Staphilococcus spp., Enterococcus, Proteus spp., Enterobacter spp., Klebsiella) abituale abitante dell’intestino è fondamentale nei processi digestivi, può tramutarsi in patogeno quando la sua proliferazione diventa incontrollata, segnale di una disbiosi intestinale.

Tutti questi microrganismi arrivano all’uretra principalmente attraverso la via enterourinaria, cioè migrano dalla zona perianale a quella uretrale. Quindi maggiormente elevata è la carica batterica intestinale opportunistica e/o patogena, maggiore è il rischio di infezioni. Ruolo fondamentale è svolto quindi dalla flora microbica intestinale nel predisporre un individuo alla cistite: una “disbiosi” di questa flora (forte sbilanciamento verso una proliferazione esagerata di microrganismi opportunisti e/o patogeni, a scapito di quelli benefici), causata da uno stile alimentare troppo orientato ad alimenti raffinati, presenza di inquinanti nell’acqua, uso/abuso di farmaci (soprattutto antibiotici), è molto diffusa nella popolazione e di conseguenza è la ragione principale dell’elevata frequenza di cistite.

Oltre a questo importante fattore predisponente la cistite, vi sono anche altri parametri da valutare:

• un’igiene intima non troppo scarsa e non troppo aggressiva (detergenti intimi a pH o troppo alcalini o troppo acidi rispetto a quello fisiologico delle mucose);

• l’uso di indumenti intimi troppo aderenti o di tessuto sintetico;

• l’abuso di farmaci (antibiotici, corticosteroidi, anticoncezionali e lassativi);

• l’avanzare dell’età che provoca scompensi ormonali (dai 60 anni in su nelle donne l’incidenza della cistite aumenta del 25-50%);

• lo stress;

• la presenza  di problematiche collegate con le vie urinarie;

• assenza o scarsa presenza nella mucosa delle basse vie urinarie (per motivi genetici o legati allo stile di vita) di sostanze protettive chiamate “glucosamminoglicani” (GAG), i quali hanno la funzione di impedire l’adesione dei batteri patogeni alle pareti dell’uretra e vescica.

La cistite è una problematica che colpisce soprattutto le donne: una donna su due ha sofferto o soffrirà almeno una volta di cistite, mentre nella popolazione maschile ha un’incidenza di uno su dieci.

La prima motivazione della differenza dell’incidenza tra i due sessi è attribuibile ad un causa di natura puramente anatomica: l’uretra della donna è lunga solo 3-4 cm, mentre quella maschile è di 13-16 cm. La brevità dell’uretra, associata alla vicinanza del suo sbocco con la zona perianale, facilità il passaggio di germi intestinali, i quali potranno facilmente risalire in vescica. In secondo luogo la vicinanza anatomica all’apparato genitale, rende la vescica sensibile a “traumi” meccanici che interessano la vagina (esami ginecologici, rapporti sessuali).

Anche l’uso di dispositivi anticoncezionali meccanici (diaframma e spirale) e delle creme spermicide (alterano il pH vaginale e quindi la sua flora fisiologica) sono fattori che potrebbero innescare una cistite. Infine anche le variazioni ormonali femminili possono esser causa di insorgenza di cistite: gli estrogeni hanno infatti un ruolo protettivo poiché favoriscono la tonicità dei tessuti e delle mucose, il pH fisiologico e l’adeguata colonizzazione da parte della flora difensiva impedendo l’invasione di germi patogeni.

Quindi ciclo mestruale, pillola anticoncezionale e menopausa rappresentano un momento di difficoltà per l’ambiente uro-genitale e possono permettere l’infezione delle vie urinarie.

L’ambiente vaginale acido e la flora fisiologica vaginale (lattobacilli di Doderlain) esercitano una naturale azione protettiva, se però si verifica un calo di queste difese la colonizzazione dei patogeni è favorita.

La cistite può presentarsi con diverse tipologie: il momento della manifestazione massimo dei sintomi caratteristici è detto “cistite acuta” (nell’80% dei casi provocata dal batterio Escherichia coli). Nel 20-40% dei casi, dopo il primo evento acuto, il paziente va incontro alla “recidiva di infezione”, soprattutto se la fase acuta non viene trattata adeguatamente.

Questa tipologia di cistite viene denominata “cistite recidivante/cronica con ripetuti episodi acuti” e la causa degli eventi di recidiva è la presenza di una grande quantità di batteri opportunistici e patogeni nelle feci (soprattutto Escherichia coli), dovuta sicuramente all’uso di antibiotici e la peggioramento della disbiosi intestinale. Se inoltre l’organismo è in condizioni di immunodepressione e possiede un terreno uretrale già compromesso da precedenti infezioni, può reimbattersi fino a 5-6 volte l’anno ad episodi di cistite acuta.

Infine si possono verificare degli episodi frequenti di cistite acuta, anche molte volte l’anno, senza particolari cause apparenti: questa è detta “predisposizione ad episodi frequenti di cistite” le cui cause sono da ricercare nell’assenza o scarsa presenza del rivestimento protettivo dei glucosamminoglicani (GAG). La mancata azione protettiva delle mucose dai germi, per ragioni genetiche o per ripetute infezioni trattate in modo scorretto, genera fragilità e sensibilità alla colonizzazione batterica, con il conseguente verificarsi di frequentissime cistiti acute.

Il trattamento della cistite con la medicina convenzionale

La medicina convenzionale prevede una terapia antibiotica, soprattutto utilizzando le penicilline, le cefalosporine di qualsiasi generazione, i chinoloni, ecc. non curante dei gravi effetti collaterali che questi portano. Oltre a nausea, vomito, diarrea, mal di testa e fotosensibilizzazione, i danni principali sono dovuti all’innesco di un vero e proprio circolo vizioso per disbiosi intestinale e all’insorgenza di resistenze batteriche.
La flora batterica fisiologica intestinale viene depauperata dalla terapia antibiotica e questa disbiosi viene sfruttata a loro vantaggio dai batteri patogeni per colonizzare la mucosa e creare un terreno “ideale” per successive infezioni e quindi episodi acuti.

Quindi la terapia antibiotica ha risolto solo temporaneamente la sintomatologia, ma non ha eliminato la causa della cistite, ovvero la disbiosi, anzi ha contribuito ad aggravarla. L’insorgenza di resistenze batteriche invece contribuisce all’aumento di specie microbiche, le quali mutando diventano inattaccabili dai comuni antibiotici, i quali quindi divengono inefficaci (si stima che il 25% delle donne trattate con questi farmaci al primo episodio di cistite acuta, ne avrà successivamente almeno altri tre all’anno).
Per evitare di creare una situazione di “più antibiotici = più cistiti” ed uscire quindi da questo circolo vizioso, la natura può essere di grande aiuto grazie alla straordinaria azione antibiotica selettiva dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE

L’approccio naturale ed efficace

La cistite è un’infiammazione delle mucose dell’uretra e della vescica che provoca gli inconfondibili sintomi: bruciore, pollachiuria (frequente stimolo ad urinare, con emissione di scarse quantità di urina), urgency (sensazione di stimolo urgente e doloroso di urinare), dolore sovrapubico, urine torbide e a volte ematuria (presenza di sangue nelle urine).

I batteri principalmente coinvolti in questa affezione, (Escherichia coli, Staphilococcus spp.,Enterococcus, Proteus spp., Enterobacter spp., Klebsiella) sono provenienti dalle feci e in carica elevata per una “disbiosi” del tratto intestinale causata da uno stile alimentare troppo orientato ad alimenti raffinati, presenza di inquinanti nell’acqua, uso/abuso di farmaci (soprattutto antibiotici).

Colpisce soprattutto le donne ed altri fattori predisponenti sono: un’igiene intima non troppo scarsa e non troppo aggressiva, l’uso di indumenti intimi troppo aderenti o di tessuto sintetico, l’avanzare dell’età che provoca scompensi ormonali, lo stress, problematiche collegate con le vie urinarie, assenza o scarsa presenza nella mucosa delle basse vie urinarie di sostanze protettive chiamate “glucosamminoglicani” (GAG). Nel 20-40% dei casi, dopo il primo evento acuto, il paziente va incontro alla “recidiva di infezione”, soprattutto se la fase acuta viene trattata con l’uso di antibiotici che peggiorano la “disbiosi” intestinale.

Per evitare di creare una situazione di “più antibiotici = più cistiti” ed uscire quindi da questo circolo vizioso, la natura può essere di grande aiuto grazie alla straordinaria azione antibiotica selettiva dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE).

GSE e cistite

L’efficacia antimicrobica dell’Estratto di semi di Pompelmo e la sua rapidità d’azione, unita alla caratteristica più unica che rara di non intaccare in modo significativo la flora microbica intestinale, come confermato da uno studio pubblicato sul  “Journal of Orthomolecular Medicine” Vo.5  n° 3 del 1990, ne fanno un rimedio veramente straordinario per controllare la proliferazione patogena di oltre 800 ceppi batterici.

Tra questi anche Escherichia coli, Streptococcus faecalis e Proteus spp., i principali responsabili della cistite, come ampiamente dimostrato da Laboratori ed Istituti di tutto il mondo, compresa anche l’Italia.

Non intaccando selettivamente i batteri benefici del nostro organismo, il GSE non depaupera la flora intestinale fisiologica aggravando eventuali condizioni di disbiosi. Inoltre è innocuo, rarissima caratteristica, il GSE cioè non ha alcuna controindicazione, nessun effetto collaterale, nessuna interazione con farmaci.
Sapendo che va a svolgere la sua azione battericida unicamente nei confronti dei batteri patogeni, si può considerare il GSE un rimedio assolutamente straordinario e completamente naturale nelle cistiti, indispensabile sia negli episodi acuti sia per uscire dal circolo vizioso ed evitare perciò recidive e reinfezioni.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace per la risoluzione definitiva di tutte e tre le tipologie di cistiti: per quanto riguarda la rapida risoluzione degli episodi acuti, si ricorre ad un rimedio che prevede concentrazioni “importanti” dei funzionali (prima fase della terapia di cistiti a singolo episodio acuto e della terapia di cistiti croniche/recidivanti con ripetuti episodi acuti).

Nel caso invece di voler consolidare i risultati ottenuti, contrastando a lungo termine le recidive e prevenendo ulteriori manifestazioni acute, si ricorre ad un rimedio che prevede concentrazioni “adeguate” dei funzionali (seconda fase della terapia di cistiti a singolo episodio acuto; seconda e terza fase della terapia di cistiti croniche/recidivanti con ripetuti episodi acuti; prima fase della terapia di cistiti con predisposizione ad episodi frequenti).
Tutte queste soluzioni possibili abbinano il GSE ad altri funzionali vegetali ad esso sinergici, attraverso un meccanismo d’azione che prevede di:

1. Contrastare per via sistemica i batteri responsabili di infezione, favorire la diuresi e attenuare l’infiammazione, grazie all’impiego di funzionali a concentrazioni “importanti” per la risoluzione in tempi rapidi

2. Proseguire con l’utilizzo di funzionali a concentrazioni “adeguate” per il consolidamento dei risultati e l’efficace prevenzione delle recidive

3. Favorire la ricolonizzazione della flora batterica intestinale fisiologica 

4. Favorire, attraverso un programma accurato di igiene, il ripristino del naturale equilibrio “autodifensivo” delle mucose genito-urinarie

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione.

1. Contrastare per via sistemica i batteri responsabili di infezione, favorire la diuresi e attenuare l’infiammazione, grazie all’impiego di funzionali a concentrazioni “importanti” per la risoluzione in tempi rapidi

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo (750,00 mg/6 cpr): come già evidenziato, i risultati ottenuti circa l’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) nei confronti di oltre 800 ceppi batterici, tra cui quelli che causano cistite, uniti alle molteplici applicazioni sul campo, confermano il GSE come il rimedio di elezione per tutte le tipologie di cistite. L’associazione con altri funzionali specifici, da utilizzare per uso orale/sistemico, coadiuva l’efficacia e la rapidità d’azione del GSE.

Uva ursina (1200,00 mg/6 cpr): Arctosatphylos uva ursi è una pianta della famiglia delle Ericaceae, originaria della zona circumboreale, in particolare Canada, Stati Uniti del nord, Caucaso e Siberia. Se ne utilizza l’estratto secco delle foglie, ricco in glucosidi, arbutina, e metilarbutina.

Questi componenti del fitocomplesso mediante processi metabolici vengono scissi da specifici enzimi e attivati, in particolare l’arbutina è stata vista possedere un’azione disinfettante specifica del tratto urinario. L’interezza del fitocomplesso è stata vista mantenere un’efficacia disinfettante molto maggiore rispetto alla sola arbutina, per questo si utilizza la pianta intera. Azioni secondarie sono l’antisettica e la diuretica.

Erica (600,00 mg/6 cpr): Calluna vulgaris, è una pianta appartenente alla famiglia delle Ericaceae, originarie dell’Europa, Russia e Asia Minore. Solo recentemente gli arbustoidi, il suo fitocomplesso, sono stati riconosciuti avere proprietà salutistiche rivolte in particolare alla cura delle infezioni dell’apparato urogenitale con azione disinfettante. L’ericina, il principio attivo che caratterizza questa pianta, ha un’azione antinfiammatoria e sedativa-antidolorifica, indispensabile nel caso di cistite in quanto allevia il dolore addominale e pubico che accompagnano gli episodi acuti di questa infezione.

Pilosella (450,00 mg/6 cpr): Hieracium pilosella è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria dell’ Europa ed Asia occidentale. Ricca in idrossicumarini, flavonoidi e tannini, esplica un’azione antinfiammatoria e diuretica, soprattutto grazie alla presenza dei flavonoidi, indispensabili nella cura della cistite in quanto permettono l’eliminazione rapida di composti azotati e cloruri per via urinaria. Grazie ad una cumarina invece può svolgere un’azione antibiotica naturale coadiuvando quella del GSE.

Onodide (360,00 mg/6 cpr): Ononis spinosa è una pianta appartenente alla famiglia delle Fabaceae LEGUMINOSE, originaria dell’Europa, soprattutto delle coste del Mediterraneo. Le sue radici e rizomi sono ricchi in glucosidi isoflavonici, triterpeni e sitosteroli. Questo ultimi, i sitosteroidi, in particolare l’onocerina, avente una struttura simil-steroidea, possiede un’azione antinfiammatoria. Inoltre questo estratto ha una blanda attività diuretica grazie alla presenza degli isoflavoni.

Il veicolo ideale di questi funzionali naturali a concentrazioni “importanti” è la compressa deglutibile.

2. Proseguire con l’utilizzo di funzionali a concentrazioni “adeguate” per il consolidamento dei risultati e l’efficace prevenzione delle recidive

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo (600,00 mg/6 cpr): come già evidenziato, i risultati ottenuti circa l’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) nei confronti di oltre 800 ceppi batterici, tra cui quelli che causano cistite, uniti alle molteplici applicazioni sul campo, confermano il GSE come il rimedio di elezione per tutte le tipologie di cistite. L’associazione con altri funzionali specifici, da utilizzare per uso orale/sistemico, coadiuva l’efficacia e la rapidità d’azione del GSE.

Uva ursina (810,00 mg/6 cpr): Arctosatphylos uva ursi è una pianta della famiglia delle Ericaceae, originaria della zona circumboreale, in particolare Canada, Stati Uniti del nord, Caucaso e Siberia. Se ne utilizza l’estratto secco delle foglie, ricco in glucosidi, arbutina, e metilarbutina. Questi componenti del fitocomplesso mediante processi metabolici vengono scissi da specifici enzimi e attivati, in particolare l’arbutina è stata vista possedere un’azione disinfettante specifica del tratto urinario. L’interezza del fitocomplesso è stata vista mantenere un’efficacia disinfettante molto maggiore rispetto alla sola arbutina, per questo si utilizza la pianta intera. Azioni secondarie sono l’antisettica e la diuretica.

Erica (450,00 mg/6 cpr): Calluna vulgaris, è una pianta appartenente alla famiglia delle Ericaceae, originarie dell’Europa, Russia e Asia Minore. Solo recentemente gli arbustoidi, il suo fitocomplesso, sono stati riconosciuti avere proprietà salutistiche rivolte in particolare alla cura delle infezioni dell’apparato urogenitale con azione disinfettante. L’ericina, il principio attivo che caratterizza questa pianta, ha un’azione antinfiammatoria e sedativa-antidolorifica, indispensabile nel caso di cistite in quanto allevia il dolore addominale e pubico che accompagnano gli episodi acuti di questa infezione.

Pilosella (450,00 mg/6 cpr): Hieracium pilosella è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria dell’ Europa ed Asia occidentale. Ricca in idrossicumarini, flavonoidi e tannini, esplica un’azione antinfiammatoria e diuretica, soprattutto grazie alla presenza dei flavonoidi, indispensabili nella cura della cistite in quanto permettono l’eliminazione rapida di composti azotati e cloruri per via urinaria. Grazie ad una cumarina invece può svolgere un’azione antibiotica naturale coadiuvando quella del GSE.

Onodide (180,00 mg/6 cpr): Ononis spinosa è una pianta appartenente alla famiglia delle Fabaceae LEGUMINOSE, originaria dell’Europa, soprattutto delle coste del Mediterraneo. Le sue radici e rizomi sono ricchi in glucosidi isoflavonici, triterpeni e sitosteroli. Questo ultimi, i sitosteroidi, in particolare l’onocerina, avente una struttura simil-steroidea, possiede un’azione antinfiammatoria. Inoltre questo estratto ha una blanda attività diuretica grazie alla presenza degli isoflavoni.

Anche in questo caso il veicolo ideale di questi funzionali naturali a concentrazioni “adeguate” è la compressa deglutibile.

3. Favorire la ricolonizzazione della flora batterica intestinale fisiologica 

La natura può aiutarti con

Il Superceppo di Lactobacillus acidophilus: il Lactobacillus acidophilus è l’antagonista fisiologico della candida a livello dell’intestino tenue: quando il tenue è affollato da colonizzatori acidofili, non c’è più spazio per una proliferazione patogena della candida. Il Superceppo di Lactobacillus acidophilus è il frutto di un’accurata selezione fra circa 200 diversi ceppi noti di Lactobacillus acidophilus; tale Superceppo ha dimostrato una particolare predisposizione ad inibire le infezioni da miceti, compresa la candida.
Può risultare utile, quindi, per chi è affetto da eccessiva proliferazione fungina (resistente e recidivante). Le particolarità del Superceppo scelto sono:
1. Sicurezza d’uso: è un ceppo originario del tratto intestinale umano (successivamente sviluppato in culture adeguate, completamente prive di allergeni) approvato dall’EFSA (European Food Safety Authority).
2. Ottima sopravvivenza all’ambiente acido dello stomaco. Studi dimostrano che oltre il 90% di L. acidophilus supera indenne la barriera gastrica e quella degli acidi biliari; le capsule quindi non necessitano di gastro-protezione.
3. Adesione alla mucosa intestinale. La stretta affinità del ceppo con le cellule della mucosa intestinale ostacola l’attecchimento di microbi e determina il prolungato contatto con il tessuto linfoide della mucosa stessa (GALT, Gut-Associated Lymphoid Tissue), favorendo la modulazione della risposta immunitaria.
4. Inibizione dei patogeni. L. acidophilus, grazie alla sua capacità di produrre acido lattico, aumenta il livello di acidità dell’intestino inibendo la crescita dei patogeni, sia di quelli responsabili di affezioni uro-ginecologiche (Escherichia coli, Proteus, Enterococcus, Candida) sia anche di Salmonella e Staphylococcus.
5. Naturale resistenza agli antibiotici, sicura non trasmissibile. Ciò che rende questo superceppo oltremodo unico è la sua intrinseca resistenza ai farmaci antibiotici. Studi hanno dimostrato che la sua crescita non è inibita dalla contemporanea assunzione di terapia antibiotica, presentando una buona resistenza nei confronti delle principali categorie di antibiotici utilizzati.
Tale resistenza è una caratteristica naturale ed intrinseca del ceppo stesso, non acquisita e come tale non trasmissibile ad altri ceppi microbici; questa resistenza naturale risulta di fondamentale importanza, poiché garantisce tutte le proprietà benefiche del probiotico con in più l’assoluta sicurezza di non-trasmissibilità della resistenza ad altri ceppi batterici potenzialmente pericolosi. Analoga resistenza del Superceppo è stata evidenziata anche nei confronti di diverse tipologie di FANS. L. acidophilus risulta quindi sicuro ed efficace anche qualora si faccia ricorso ad obbligata assunzione di farmaci.
6. Preziosità del supernatante. L. acidophilus cresce in un terreno di coltura naturalmente privo di allergeni, pertanto può essere anch’esso liofilizzato. Utile in quanto ricco di composti antimicrobici, vitamine, enzimi, antiossidanti ed immunostimolanti ed anche come tampone naturale per la sopravvivenza dei lattobacilli e la formazione di colonie nell’intestino.
7. Assenza di allergeni: derivati del latte, di soia e di glutine.
8. Capsule 100% vegetali, senza traccia alcuna di gelatina animale.
Fruttoligosaccaridi: fibre prebiotiche particolarmente utili per favorire l’adeguata colonizzazione intestinale da parte della flora fisiologica, contrastando indirettamente la proliferazione intestinale della candida.
Il veicolo migliore per l’assunzione orale di tali funzionali è sottoforma di capsule, 100% vegetali. In ogni capsula  è contenuta una quantità dichiarata di cellule vive di Lactobacillus acidophilus di ben 10 miliardi.
La ideale conservazione deve avvenire all’interno di un packaging dall’elevata attività essiccante, che consente di mantenere nel tempo un tasso di umidità relativa inferiore al 10% permettendo un’ottimale mantenimento della vitalità del superceppo per tutto il periodo della sua shelf-life.
Tale integrazione è fortemente consigliata, sia per la prevenzione sia per la risoluzione, in unica soluzione giornaliera.

4. Favorire, attraverso un programma accurato di igiene, il ripristino del naturale equilibrio “autodifensivo” delle mucose genito-urinarie

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: come già evidenziato, i risultati ottenuti circa l’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) nei confronti di oltre 800 ceppi batterici, tra cui quelli che causano cistite, uniti alle molteplici applicazioni sul campo, confermano il GSE come il rimedio di elezione per tutte le tipologie di cistite. L’associazione con altri funzionali specifici, da utilizzare per uso orale/sistemico, coadiuva l’efficacia e la rapidità d’azione del GSE.

Calendula: appartenente al genere delle Asteraceae, è originaria dell’Europa, Nord Africa e Asia mediorientale. Costituisce un importante emolliente, disinfettante e antiflogistico per cute e mucose. I poliacetileni, gli acidi fenolici, i polisaccaridi e i saponosidi triterpenici contenuti nella pianta esercitano un’azione antinfiammatoria, antisettica e disinfettante, determinando nel contempo l’induzione di attività leucocitaria e quindi una rapida guarigione di infiammazioni.

Aloe vera: appartenente alla famiglia delle Aloeacee, è una pianta che predilige i climi caldi e secchi. Suoi componenti caratteristici sono gli i polisaccaridi con spiccate proprietà emollienti, cicatrizzanti e lenitive a livello di cute e mucose. Il suo fitocomplesso è inoltre ricco di sostanze con attività antinfiammatoria e analgesica, come sali minerali (tra cui potassio, sodio, ferro, rame e cromo), vitamine A, B1, B2, B3, B6, B12, C e E, aminoacidi essenziali e non, acidi organici, fosfolipidi.

Lactotbacillus sporogenes e acidophilus: per ripristinare l’equilibrio auto difensivo della flora microbica dell’ambiente vaginale, contrastando pertanto la proliferazione di batteri patogeni a livello della mucosa delle parti intime.

Acido lattico: l’acido lattico viene naturalmente prodotto a livello vaginale da parte della flora microbica in condizioni di equilibrio, portando fisiologicamente il pH vaginale a 5-5.5, valori ottimali per contrastare i patogeni e favorire il naturale equilibrio auto difensivo della mucosa. L’acido lattico viene perciò inserito per la regolazione del naturale pH fisiologico.

Per un’azione diretta a livello della mucosa vaginale, i funzionali sopradescritti sono veicolati in una soluzione specifica per lavaggi vaginali.

Analoga composizione delle lavande è utilizzata anche in una formulazione idonea alla detersione fisiologica delle parte intime esterne sia femminili che maschili. L’Estratto di semi di Pompelmo, la calendula e l’acido lattico sono inseriti in una formulazione in cui la detersione fisiologica è garantita dalla presenza di un tensioattivo particolarmente delicato, il Sodium Lauroyl Sarcosinate, idoneo all’impiego nelle parti intime. L’utilizzo di tale formulazione è indicata sia in caso di affezione uro-genitale acuta o recidivante, sia in prevenzione per la detersione quotidiana delle parti intime.

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio risolutivo nei confronti della cistite, possono essere ulteriormente coadiuvate da rimedi specifici indicati per:

– La detersione anche fuori casa: una soluzione di GSE, calendula e acido lattico può essere utilizzata per imbibire delle salviette igieniche, confezionate in singole bustine monouso, efficaci e idonee in ogni situazione.

– La deodorazione e igienizzazione specifica delle parti intime: GSE, calendula, aloe, neem, ciclodestrine e acido lattico, costituiscono una soluzione adatta ad un pratico spray senza propellenti

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE IL TRATTAMENTO
DURATA DELLA DIETA: ALMENO 40 GIORNI

ALIMENTI DA ELIMINARE

Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.

Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.

Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).

Carne (rossa).

Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati). Caffè. Alimenti a cui si è intolleranti o allergici. Sale raffinato. Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

Carne bianca (biologica).

Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, malto di mais, malto d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.

Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati.

Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.

Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine: riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno.

Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave). Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).

Tofu, tempeh.

Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).

Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).

Sale integrale.

Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia. Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Succo di mirtillo spremuto a freddo senza aggiunta di zuccheri. Le virtù del mirtillo hanno trovato oggi una spiegazione scientifica: i mirtilli hanno dei composti unici, derivati dal tannino, che ostacolano la risalita dei batteri e l’adesione di questi alle pareti di uretra e vescica.

Per l’azione detossificante e il contenuto di vitamina C: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), finocchio, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, rapa, etc.), carciofi, cardi, cicoria, tarassaco.

Per la ricchezza di inulina (fibra che favorisce lo sviluppo della flora intestinale benefica): topinambur (oltre ai già citati cicoria e carciofo). Per le proprietà antimicrobiche e per la contemporanea ricchezza di inulina: aglio, porri, cipolla.

Legumi. Per rafforzare la salute di vescica e reni prediligere i fagioli azuki e la loro acqua di cottura, senza sale aggiunto, comunemente chiamata tè di fagioli azuki, bevanda esaltata dalla macrobiotica poiché in grado di contrastare le infezioni della vescica e dei reni; in Giappone gli azuki, grazie alle molteplici proprietà salutistiche, sono conosciuti come “i re dei fagioli”. La preparazione del tè di azuki è semplice: 1 tazza di fagioli azuki in 3 tazze di acqua, far bollire per 90 minuti circa (bere l’acqua di cottura nella quantità di mezzo bicchiere al dì, per 4 giorni a settimana). Gli azuki cotti sono da consumare con un filo d’olio e con una spolverata di erbe aromatiche e curcuma. Per rendere più facile la digestione, la cottura dei legumi secchi va sempre preceduta da una fase di ammollo (gli azuki richiedono dalle 4 alle 6 ore) con un pezzettino di alga kombu, di sedano e di alloro (in tal modo, oltre ad intensificare l’effetto digestivo, si forniscono sali minerali in ottima quantità).

Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande:tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi (in particolare di pompelmo), infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale). Utile anche il Kefir d’acqua (non zuccherato), bevanda fresca e dissetante che favorisce l’eubiosi intestinale.

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Evitare l’uso di farmaci (soprattutto antibiotici, i quali, per l’azione di depauperamento esercitata sulla flora microbica intestinale, costituiscono una delle principali ragioni per le quali la cistite tende spesso ad essere recidivante).

Dopo anni e anni di cure antibiotiche ripetute (approccio che viene quasi sempre seguito in caso di cistite), è bene sapere che per uscire dalla spirale delle cistiti recidivanti, sarà necessaria molta attenzione all’alimentazione e allo stile di vita, unitamente all’assunzione frequente, anche in via preventiva a cicli, dei rimedi proposti in questa guida. Cambiare frequentemente la biancheria intima. Utilizzare alte temperature e disinfettanti specifici per il lavaggio della biancheria. Al fine di evitare il più possibile un ambiente caldo umido, limitare l’uso di indumenti aderenti e di tessuti sintetici (preferire indumenti di puro cotone) e asciugare attentamente la cute e le mucose.

Si consiglia l’uso del profilattico oppure, in alternativa, di eseguire un’accurata igiene intima post-coitale al fine di evitare che il liquido seminale rimanga a lungo all’interno della vagina in virtù del suo effetto immunosoppressivo e della sua capacità di alterare il pH delle mucose genito-urinarie. Evitare l’uso di contraccettivi meccanici.

ATTIVITÀ FISICA

Superata la crisi acuta, durante la quale è bene riposare il più possibile, si consiglia di praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Il moto è un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, per favorire il processo di detossificazione, e per rinforzare il sistema immunitario. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni. Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento.

Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire! Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”.

Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!